Gabriella della CML dal Camerun

Posted by on Feb 17, 2011 in News, Voci dalla missione | 0 comments

QUI IN CAMERUN…

Parlare di Camerun, della mia vita qui, del mio lavoro… non è facile.

Ogni giorno ci si trova ad affrontare una realtà piena di bisogni, di urgenze.
Ogni giorno si ha a che fare con l’ingiustizia, la corruzione.
E a pagare è la povera gente, che non ha voce, e che nessuno aiuta ad ottenere non solo ciò di cui ha bisogno, ma anche ciò a cui ha diritto.

Centro AIDSIn questi giorni, qui in Camerun, al Nord, ci si scontra con l’impossibilità di eseguire esami clinici ed avere farmaci antiretrovirali per i malati di AIDS. Causa motivi “politici” non ci sono reagenti per la conta dei linfociti CD4 (specchio del grado di immunodeficienza) e gli antiretrovirali non arrivano in quantità sufficiente.
Ciò costringe molti pazienti a interrompere la cura.
Altri, invece, che scoprono di essere sieropositivi, non possono iniziarla.

Quanta pena mi dà il vedere così tante persone che aspettano ore, in coda, per avere i farmaci…  spesso invano.

Venerdì scorso ero al centro di distribuzione degli antiretrovirali, con la speranza di ottenere i farmaci. Ne avevo bisogno, per due persone. Come gli altri ero anch’io in coda, ad aspettare. Me li avrebbero dati? Dopo più di un’ora di attesa arriva il mio turno: sono le due ultime scatole, poi non ce sono più. Dietro di me c’è una fila interminabile di persone che, ancora una volta, torneranno a casa senza farmaci. Senza cura. Riproveranno…Mamma e bambino
Tra queste persone ci sono tanti giovani, tante mamme con i propri bambini: tentano di ricominciare una vita, di aggrapparsi a una speranza.
Una speranza che spesso qui in Camerun viene delusa.

Situazioni così ce ne sono molte.

Gli antitubercolari, qui in Camerun, da quasi 5 anni sono gratuiti. Eppure, di recente, per 3 mesi l’intero Nord Camerun è rimasto senza antitubercolari. O meglio: i farmaci c’erano sì, ma li si poteva trovare solo nelle farmacie e a prezzi elevatissimi! Ancora una volta, chi non poteva accedere alle cure era la povera gente.

Oggi, qui in Camerun, è la festa dei giovani. Festa nazionale.
Tutte le scuole hanno sfilato in un clima di festa, di gioia, di amicizia.
Ieri sera il presidente della repubblica ha pronunziato il discorso per i giovani: ha parlato di posti di lavoro, di futuro e di speranza.

Anche noi stiamo lavorando per provare a dare speranza a questo popolo, per essergli vicino in questo cammino che ha le sue difficoltà.
Anche noi speriamo. Come tutta la gente del Camerun.
Speriamo che un giorno qualcosa cambi, qualcosa si muova.
Eppure, spesso, dobbiamo fare i conti con la nostra impotenza.

Si cerca di offrire aiuto a chi ne ha bisogno, di dare voce a chi non ce l’ha.

Si prova a stare dalla parte dei più deboli, a prendere le loro difese.

Si cerca, si prova, ma non sempre ci si riesce.

E allora dobbiamo accontentarci di essere presenti, di essere lì, al fianco della gente, di non far sentire solo nessuno… di condividere – in modo silenzioso e concreto – le fatiche e le sofferenze.

Qui in Camerun… si soffre. Ma si spera!

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