MOGLIE E BUOI DEI PAESI TUOI…PIÙ O MENO

Posted by on Giu 14, 2012 in News | 0 comments

Anna bressanelli, amica e collaboratrice di Cam To Me in Camerun, ci racconta il suo matrimonio con Alphonse, anche lui collaboratore di Cam To Me, secondo la tradizione camerunense

 

Cosi si dice nella bassa bresciana :”moglie e buoi dei paesi tuoi”..e così non ho fatto!

Lungi da me pensare che i proverbi non abbiano la loro importanza, ma il mondo è talmente grande e l’Africa così magnetica che è difficile resistere.
Così l’anno 2011 per una bresciana  e un camerunese è stato l’anno del loro matrimonio.

Ora ai giorni nostri niente di così originale, un matrimonio misto non è più cosa tanto sconvolgente, però per ovvie ragioni , sia per un camerunese che per un italiana , non tutto è scontato e di facile organizzazione. Uno fra tutti il matrimonio tradizionale dell’etnia toupouri (gruppo etnico del nord Camerun).

Ingredienti: la famiglia della sposa e la famiglia dello sposo, 3 testimoni amici dello sposo e tanti amici e parenti vari.danze
Come in tutte le parti del mondo matrimonio significa, festa e festa significa danze, cibo e vino a fiumi e su questo italiani e camerunesi non sono secondi a nessuno e parlano la stessa identica lingua.
Altro problema invece la conoscenza delle rispettive famiglie. Quando infatti i futuri coniugi decidono di convolare a nozze, è il momento che la famiglia dello sposo faccia visita a quella della sposa per discutere i dettagli del matrimonio.
I dettagli sono semplici : “quante mucche e soldi sei disposto a donare per mia figlia e come pensi di mantenerla?” e dall’altra:” tua figlia è disposta a vivere al fianco di mio figlio??”.

Ora , premettendo che trasportare mucche su un aereo in Italia e soprattutto farle pascolare nel giardinetto condominiale non era appropriato, e che la faccenda del vivere insieme nella buona e nella cattiva sorte era già stato decisa dai diretti interessati, la nostra cerimonia tradizionale ha risolto questi dettagli con ampi sorrisi , stette di mano e la promessa di utilizzare i mucca-regali per organizzare il matrimonio civile e religioso.

Nonostante questo, tutti ci tenevamo ad onorare alcuni dettagli della tradizione, quindi, dopo convenevoli e questioni di mucche archiviate, io e i mie familiari abbiamo cenato in una stanza separata dal resto della famiglia dello sposo accompagnati solo dai suoi 3 testimoni . Questo è stato un segno di grande rispetto per gli ospiti.  Accortezza questa non da poco anche perché il timore della suocera era che la cucina locale potesse non piacere. Con grande sorpresa della mia famiglia però anche qui le distanze si sono accorciate nuovamente: davanti ad una succulenta anatra arrosto e una deliziosa boule (polenta di mais non salata) tutta la famiglia sembrava ripiombata nella bassa bresciana….anche in Camerun la polenta!!!!!

Dopo questo pranzo le due famiglie si sono riunite ed è stato il momento dello scambio di doni  per consolidarne l’unione.
Anche qui ovviamente è stato molto divertente constatare i regali, dalla parte camerunese bottiglie di vino francese e dalla parte italiana bottiglie di liquore locale.
Immancabile durante la festa la birra locale a base di miglio , il bil-bil , fatto da mia suocera giusto per l’occasione. Ovviamente il bil-bil per essere gustato al meglio deve essere bevuto in apposite calebasse (zucche vuote tagliate in due ). Questa era la prima prova per mia madre che presa dal panico , non sapendo come tenere in mano il tutto ha fatto fragorosamente cadere a terra il prezioso nettare….il silenzio è piombato tra i presenti.
L’imbarazzo era palpabile ma il grande savoir-faire camerunese ha risolto con una fragorosa risata della suocera, una pacca sulla spalla e una nuova calebasse  ancora più colma.

Quando il peggio sembrava essere passato ecco la prova da tele-realitè per la sottoscritta.

Una brava moglie si riconosce dalla capacità e disponibilità a procurare l’acqua per tutti i bisogni domestici ogni giorno. Non ero molto preoccupata al riguardo, ormai anche qui l’acquedotto è cosa normale nella città e nella periferia, quindi ridendo avevo promesso di portate anche 12 bottiglie d’acqua (portare la spesa al secondo piano di un condominio insegna!!) ….invece…..la tradizione và comunque onorata e così ho dovuto cedere. Matrimonio di Anna e Alphonse-2Scortata, quindi, da una simpatica amica di famiglia sono dovuta andare al pozzo più vicino e rischiando di caderci dentro attingere l’acqua per riempire un canari (giara), immenso per le mie scarse capacità fisiche, ma ridicolo per una vera donna africana, e con tanto di tacchi che affondavano nella sabbia portarlo a casa. Ovviamente tutto il quartiere faceva il tifo e rideva di gusto per la mia incapacità di portarlo sulla testa. Con grande soddisfazione posso dire però di averlo consegnato a mia suocera che l’ha utilizzato per riempire il canari di casa, la tradizione è stata rispettata!!!

Dopo qualche chiacchiera e altra risata la serata si è conclusa, e al momento della partenza mia suocera ha voluto fare un regalo a mia madre: un bel gallo!

Mia madre pensando ad un gallo morto lo ha preso tra le mani come avrebbe fatto al supermercato sotto casa…peccato che il gallo fosse vivo!!! Il poveretto sentitosi finalmente in mano poco esperte si è dato alla fuga. Fortunatamente è stato subito recuperato da una vicina che ci ha tenuto a fare un mini corso a mia madre sulla maniera in cui tenerlo!!! Che figura questi bianchi!!!!
Anche qui risate generali e tanti racconti per le vicine comari!!!

Tornati a casa la mia famiglia stremata per la tensione, pensando di potersi concedere sonni riconciliatori è stata svegliata alle 3 del mattino dal gallo che, “poverino”, era stato slegato e lasciato libero di circolare per casa.

Il resto è storia.

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