Cambogia: quello che le etichette non dicono…

Posted by on Ott 25, 2011 in News | 0 comments

Svenimenti di massa in aziende tessili cambogiane

Parliamo di moda! Ma la notizia non è poi così allegra… Il 30 agosto i giornali ci raccontano di due svenimenti di massa in un’azienda tessile cambogiana che confeziona capi d’abbigliamento per i grandi marchi occidentali, tra cui H&M. 300 operai si sono accasciati al suolo simultaneamente. A pochi giorni di distanza un evento simile si è verificato in un’altra azienda dello stesso gruppo. FactoryAncora da indagare le ragioni, ma un leader sindacale rivela che la causa può essere ricondotta alla cattiva aerazione dei locali e ai ritmi di lavoro estenuanti  a cui i lavoratori sono obbligati, aggiungendo che nelle ultime settimane sono stati imposti straordinari fino a 6 ore al giorno. Denuncia inoltre strani fumi emessi da macchinari e l’uso eccessivo di spray sui vestiti. Il manager dell’azienda, intervistato dal Phnom Penh Post, quotidiano cambogiano,  riconduce il tutto a uno strano fenomeno psicologico. Certo è che le condizioni dei lavoratori, costretti a lavorare 48 ore la settimana con un compenso orario pari a 30 centesimi di dollaro, non sono idilliache. L’Organizzazione Mondiale del Lavoro, in collaborazione con l’azienda H&M, ha fatto partire un’indagine. Nel frattempo viene da interrogarsi su cosa ci sia dietro le nostre magliette…

 

Lo sapevi???

L’industria dell’abbigliamento in Cambogia conta  270.000 lavoratori, di cui più dell’85% sono giovani donne tra i 18 e i 25 anni. La legge del lavoro impone all’industri dell’abbigliamento il pagamento di uno stipendio minimo di 45 dollari al mese per turn di 48 ore la settimana.

 

L’articolo è stato tratto da http://www.newhum.org/

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